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Pubblico o Privato: presso quali strutture sanitarie si fanno curare i pazienti?

Il quadro dipinto dal Rapporto sulla Salute e il Sistema Sanitario non è incoraggiante. Il rapporto, infatti, racconta di operatori stanchi, frustrati, in cerca di vie di fuga: cioè di un lavoro presso le strutture sanitarie private.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dimostra di trascurare, allo stesso tempo, sia il suo personale che i cittadini/pazienti per i quali è stato istituito.

 A questo proposito, il rapporto indica come la perdita di personale nel Servizio Sanitario Nazionale sia graduale ma costante. Inoltre, l’incidenza della spesa per personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sulla spesa sanitaria totale si riduce ogni anno di più. Infine, la conseguenza più lampante dello scarso turnover del personale sanitario è l’aumento dell’età media dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Pubblico o privato: presso quali strutture preferisce lavorare il personale?

Alla diminuzione del personale stabile corrisponde un incremento del lavoro flessibile e, oltre alla riduzione degli occupati, si assiste a un peggioramento delle condizioni di lavoro a parità di retribuzioni medie lorde.

Inoltre, un’utenza che – dopo avere esaltato le figure di medici e infermieri durante gli anni del Covid – è sempre più spesso responsabile di episodi di violenza nei confronti dei sanitari, contribuisce ad accrescere la disaffezione del personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Come già accennato sopra, chi lascia il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) va alla ricerca di orari più sostenibili, maggiore autonomia professionale e minore burocrazia nelle strutture sanitarie private.

Queste ultime, tra le altre cose, investono maggiormente sulle innovazioni tecnologiche che comportano un risparmio di tempo e una maggiore efficienza nel lavoro di medici e infermieri. Le innovazioni tecnologiche più comuni sono i software gestionali medici, come neoPed, che comprendono sistemi ormai consolidati come le cartelle cliniche digitali e la refertazione a distanza, tanto per citarne alcuni.

PNRR, missione 6: la salute

La Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), denominata “Salute”, dispone di risorse economiche per superare le criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN): tempi di attesa, scarsa digitalizzazione, mancata sinergia tra strutture, divario territoriale. Bisogna solo adoperarle e, soprattutto, farlo nella maniera più corretta possibile.

Nell’attesa che tutto ciò avvenga, i cittadini/pazienti si fanno curare dalle strutture sanitarie pubbliche o private in base alla loro disponibilità economica.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che dovrebbe garantire cure gratuite (o quasi) per tutti, rappresenta sempre di più il settore al quale si rivolgono i pazienti economicamente meno abbienti. Mentre, coloro che hanno soldi da spendere in cure specialistiche mirate si rivolgono al settore privato già in prima battuta.

A oggi, quasi la metà degli Italiani sceglie di farsi curare dalla sanità privata. Un’inversione di questa tendenza non è solo auspicabile, ma è anche ciò su cui puntano le aziende che realizzano software gestionali medici.

Un’azienda come quella che realizza il software gestionale medico neoPed – il cui obiettivo dichiarato è rendere la sanità 2.0 alla portata di tutti, grazie al prezzo più competitivo presente sul mercato – si è particolarmente specializzata nella realizzazione di un prodotto che offre:

  • Gestione della cartella clinica completa e modulare
  • Ricette dematerializzate integrate
  • Collegamento al Sistema TS (Tessera Sanitaria) e integrazione con il MEF
  • Accesso al FSE 2.0 per consultazione e aggiornamento in tempo reale.