Quali sono le informazioni sulla salute che i pazienti cercano in rete?
Internet sembra essere diventato una sorta di medico virtuale a disposizione degli Italiani. Ormai, dato che in rete si cerca praticamente ogni cosa, anche la salute si è trasformata in uno degli argomenti più gettonati tra quelli richiesti ai motori di ricerca. Tutti, nessuno escluso.
In termini percentuali, poco più del 40% degli utenti conduce le sue ricerche sul web tramite siti specializzati, mentre poco meno del 40% degli Italiani si affida ai motori di ricerca. Tra questi, in testa e in ogni caso c’è sempre Google.
Dai motori di ricerca gli Italiani desiderano ottenere risposte su disturbi o sintomi di malattie, informazioni su strutture sanitarie, prestazioni specialistiche e vogliono delucidazioni sulla prevenzione che andrebbe fatta ma che, spesso, purtroppo non si fa.
Strumento d’informazione e di “svago”
Una nota positiva da registrare è la lettura di interviste a medici e articoli di approfondimento inerenti la salute. La presa in considerazione, insomma, della rete come strumento d’informazione e non solo di svago.
A fare da contraltare a questa tendenza, però, c’è il cosiddetto “passaparola virtuale” che fa sì che le “recensioni” dei pazienti sulle strutture sanitarie e sul personale sanitario stesso trasformino l’argomento in un gigantesco mercato… un po’ come quello alberghiero o della ristorazione.
Inutile dire che gli Italiani valutano positivamente l’eventuale presenza di agevolazioni economiche e convenzioni sia con strutture che con medici, per effettuare la loro scelta.
Bisogna inoltre considerare che, alla luce dell’età di sicuro non troppo avanzata dei pazienti in rete, gli Italiani cercano anche la possibilità di assicurarsi referti on line, prenotare visite direttamente sul web e avere un servizio di assistenza dedicato. Come l’assistenza clienti delle aziende che commercializzano i loro prodotti. In sostanza, al giorno d’oggi la medicina viene considerata né più né meno che una merce.
Tanto che, al pari di una merce venduta, gli Italiani dimostrano di volere rimanere in contatto con “l’azienda che gliel’ha venduta” tramite la ricezione periodica di newsletter.
La privacy innanzitutto…
Infine, la questione su cui gli Italiani non transigono affatto è quella relativa alla loro sacrosanta privacy. Pur non leggendo attentamente, o non leggendo affatto, la privacy policy che ogni portale è costretto a pubblicare, i pazienti della sanità 2.0 non tollererebbero mai che i loro dati personali finissero in maglie della rete che potrebbero renderli consultabili da altri.
Con buona pace di tutti gli ipocondriaci che, invece, leggendo disturbi e sintomi delle malattie su internet, si convincono di averle tutte. E senza considerare che, il più delle volte, sono gli Italiani stessi a disseminare loro dati personali sul web… non fosse altro che per le recensioni che scrivono e pubblicano a uso e consumo di una platea che, almeno potenzialmente, è mondiale.
Non a caso, il significato di World Wide Web è proprio… rete mondiale!!!
E buona salute a tutti!!!